Dopo il successo dell’edizione inaugurale milanese dello scorso anno, torna con due appuntamenti – il 10 giugno a Roma e il 26 novembre a Milano – The Hotel Operator Conference (Thoc), evento ideato da Guida Viaggi I AboutHotel dedicato agli operatori e investitori dell’hospitality nazionale e internazionale.
Giorgio Bianchi, Gbd – Global Business Development e partner dell’iniziativa, illustra le novità e gli obiettivi della nuova doppia edizione.
Potenzialità da sondare
“Dopo il successo della prima edizione milanese 2024 – esordisce Bianchi -, con oltre 100mila camere d’albergo rappresentate in un’unica sede, Thoc torna e raddoppia con due appuntamenti su Roma e Milano con l’obiettivo di esplorare a fondo l’impatto dei brand nel settore alberghiero. Con il suo tema portante Branded, Unbranded, White Label, Thoc è l’unico evento in Italia rivolto esclusivamente a operatori alberghieri, italiani e internazionali. Il nostro Paese offre grandi potenzialità e opportunità che sonderemo insieme con i leader del settore. Se e quando l’adesione a un marchio possa rappresentare un vantaggio competitivo, sia dal punto di vista operativo sia strategico, sarà messo in luce nel confronto tra i nostri ospiti. Entrambe le date si terranno su invito, con posti limitati, proprio per garantire l’alta qualità del confronto”.
Italia poco brandizzata
“Il fulcro – afferma Bianchi – rimane lo stesso su entrambe le date, ma con un respiro più ampio: si parlerà di branding nei diversi segmenti, analizzando modelli di business come franchising, proprietà diretta, leasing e management contract. Grande attenzione sarà dedicata ai vantaggi competitivi legati agli investimenti immobiliari. Oggi, in Italia, solo il 6-7% degli hotel è affiliato a un brand, una percentuale che sale al 19-20% considerando le camere disponibili. A titolo comparativo con un competitor, la Spagna supera il 35%. Questo significa che l’Italia offre grandi margini di sviluppo per i brand, soprattutto nel segmento indipendente, che rappresenta l’80-85% del mercato e non è ancora penetrato dai grandi gruppi”.
Indipendenza scelta strategica
Thoc dedica attenzione anche agli operatori indipendenti che scelgono il modello white label.
“Il vantaggio – prosegue – di affiliarsi a un brand è evidente in termini di standard, reputazione e capacità di espansione commerciale. Tuttavia, per molti hotel indipendenti, soprattutto nei centri urbani, la scelta di non aderire a un marchio può essere strategica. D’altra parte, ancora, destinazioni leisure stanno mostrando segnali di apertura ai brand. Il modello è scalabile e può valorizzare, per esempio, anche l’offerta midscale. Questo segmento, l’area a più alto potenziale di conversione, richiede una gestione mirata, la clientela è diversificata, e il marketing oggi deve essere iper-profilato. Qui il brand può davvero fare la differenza in termini di visibilità, prenotazioni e riconoscibilità, ma anche la struttura white label, se ben organizzata, ha ottime prospettive di successo. Non esiste una risposta univoca, ogni caso va analizzato singolarmente. Per questo motivo la conferenza punta proprio a fare parlare i protagonisti, ciascuno con proprie case history ed esperienza”.
“To brand or not to brand? La scelta dipende in gran parte dalla tipologia di hotel e dal contratto di gestione”, conclude Giorgio Bianchi.





